Occhiali da Sole Simpatiche Curiosità
I giudici in Cina nel 12° Secolo, utilizzavano i primi dispositivi di protezione solare per nascondere le loro espressioni durante i 𝗽𝗿𝗼𝗰𝗲𝘀𝘀𝗶 𝗴𝗶𝘂𝗱𝗶𝘇𝗶𝗮𝗿𝗶.
Essi garantivano un senso della giustizia più alto, in questo modo accusa e difesa non potevano essere influenzate da sguardi o occhiate accidentali.
scopri le etichette personalizzate per farti conoscere
domande o curiosità? Compila il form
Li indossiamo praticamente senza pensarci.
Sono sul cruscotto dell’auto, nella borsa, nello zaino o appoggiati sulla testa quando il sole non è ancora abbastanza forte. Gli occhiali da sole sono diventati talmente comuni nella vita quotidiana che è facile dimenticare quanto sia curiosa la loro storia.
Perché, in fondo, chi ha avuto per primo l’idea di mettere qualcosa davanti agli occhi per schermare la luce?
E soprattutto…Sai chi ha inventato gli occhiali da sole?
La risposta è meno semplice di quanto si possa pensare. Non esiste infatti un unico inventore riconosciuto universalmente. Gli occhiali da sole moderni sono il risultato di un’evoluzione durata secoli, fatta di intuizioni, materiali diversi, necessità pratiche e, molto più tardi, moda.
E alcune delle loro origini sono davvero sorprendenti.
I primi antenati degli occhiali da sole erano senza lenti
Per trovare una delle prime forme conosciute di protezione degli occhi dalla luce bisogna tornare indietro di migliaia di anni e arrivare nelle regioni artiche.
Le popolazioni Inuit utilizzavano particolari protezioni realizzate con materiali naturali come osso, avorio, legno o pelle. Non erano veri e propri occhiali e non avevano lenti.
Avevano invece una caratteristica fondamentale: una sottilissima fessura attraverso cui guardare.
Il motivo era molto pratico. La luce riflessa dalla neve e dal ghiaccio può essere estremamente intensa e provocare una dolorosa condizione conosciuta come cecità da neve.
Riducendo la quantità di luce che raggiungeva gli occhi, queste protezioni permettevano di vedere meglio e di affrontare più comodamente gli ambienti innevati.
È una delle curiosità più interessanti della storia degli occhiali da sole è che il loro antenato più antico non aveva nulla a che fare con la moda.
Serviva semplicemente a vedere.
In Cina invece gli occhiali scuri avevano un utilizzo davvero particolare
Un’altra importante tappa nella storia delle protezioni oculari porta nell’antica Cina.
Intorno al XII secolo, secondo alcune ricostruzioni storiche, venivano utilizzate lastre di quarzo fumé davanti agli occhi. Queste superfici scure permettevano di attenuare la luce intensa.
Ma sembra che il loro utilizzo non fosse esclusivamente legato al sole.
Una delle curiosità più affascinanti e GENIALI riguarda i tribunali cinesi è che alcuni giudici avrebbero utilizzato lenti scure durante gli interrogatori per nascondere le proprie espressioni e rendere più difficile agli altri leggere le loro reazioni.
Se questa ricostruzione è corretta, significa che gli occhiali scuri hanno avuto, molto prima di diventare un accessorio di moda, anche una funzione psicologica.
Nascondere gli occhi significava nascondere una parte importante della comunicazione non verbale.
Nerone guardava i gladiatori attraverso gli smeraldi
Questa è una delle storie più famose associate alle origini degli occhiali da sole.
Secondo una tradizione riportata dagli scritti di Plinio il Vecchio, l’imperatore romano Nerone avrebbe osservato i combattimenti dei gladiatori attraverso smeraldi.
La storia è affascinante, ma bisogna fare una distinzione importante, non possiamo considerare gli smeraldi di Nerone veri e propri occhiali da sole nel senso moderno.
Le pietre preziose non funzionavano infatti come le attuali lenti solari e non ci sono prove sufficienti per affermare che Nerone possedesse un paio di occhiali da sole.
Resta però una curiosità straordinaria, quella che già nell’antichità si conosceva l’idea di utilizzare materiali colorati o traslucidi per modificare la percezione della luce.
Chi ha inventato davvero gli occhiali da sole?
È una domanda che sembra avere una risposta semplice, ma non è così.
Non esiste un unico inventore degli occhiali da sole.
Nel corso della storia diverse persone hanno sperimentato lenti colorate e sistemi per ridurre l’intensità della luce.
Tra i nomi più interessanti c’è quello dell’ottico inglese James Ayscough, che nel XVIII secolo sperimentò lenti colorate, soprattutto blu e verdi.
Ayscough non stava cercando di inventare gli occhiali da sole moderni, le sue ricerche erano legate soprattutto alla possibilità che determinate colorazioni potessero aiutare alcune persone con problemi alla vista.
La sua attività rappresenta comunque un passaggio importante nell’evoluzione delle lenti colorate.
Anche un italiano compare nella storia delle lenti colorate
Tra le figure che compaiono nelle ricostruzioni storiche c’è anche Giovanni Vincenzo Pinelli, umanista italiano vissuto tra il XVI e il XVII secolo.
Pinelli soffriva di problemi alla vista e, secondo alcune fonti, avrebbe utilizzato lenti verdi per proteggere l’occhio dalla luce.
Anche in questo caso è più corretto parlare di una possibile tappa nella storia delle lenti colorate piuttosto che attribuirgli senza esitazioni l’invenzione degli occhiali da sole.
Ed è proprio questo il bello della loro storia, non c’è stato un giorno preciso in cui qualcuno ha inventato gli occhiali da sole.
Sono arrivati lentamente.
Quando gli occhiali da sole sono diventati un oggetto quotidiano?
Per molto tempo gli occhiali con lenti colorate sono rimasti un prodotto particolare, utilizzato soprattutto per esigenze specifiche.
La vera trasformazione arriva nel XX secolo.
Nel 1929 l’imprenditore americano Sam Foster iniziò a vendere occhiali da sole prodotti in serie e a prezzi accessibili sulla famosa passeggiata di Atlantic City.
Questo passaggio è importantissimo perché porta gli occhiali da sole fuori dalla nicchia degli oggetti speciali e li rende accessibili a un pubblico molto più ampio.
Da quel momento qualcosa cambia.
Gli occhiali non servono più soltanto a proteggersi dalla luce.
Cominciano a diventare un accessorio.
Hollywood trasforma gli occhiali da sole in un simbolo
Cinema e occhiali da sole sono diventati quasi inseparabili.
Le luci degli studi cinematografici erano molto intense e gli attori avevano anche motivazioni pratiche per proteggere gli occhi.
Ma il cinema fece qualcosa di ancora più importante, trasformò gli occhiali da sole in un elemento di carattere.
Uno sguardo nascosto dietro una lente scura comunica qualcosa.
Mistero, Eleganza, Indipendenza, Personalità.
Gli occhiali da sole iniziarono così a comparire sempre più spesso nelle fotografie, nei film e nelle riviste.
Da semplice protezione diventarono parte dell’immagine di una persona.
Gli occhiali da aviatore nascono per una necessità reale
Prima di diventare un’icona di stile, gli occhiali da aviatore erano legati a un problema molto concreto.
I piloti che volavano ad alta quota dovevano affrontare una luce molto intensa e fastidiosi riflessi.
Negli anni Trenta vennero sviluppate soluzioni specifiche per rendere la visione più confortevole.
Un altro passaggio fondamentale fu la nascita della tecnologia della polarizzazione.
Nel 1936 Edwin H. Land sviluppò un sistema di polarizzazione capace di ridurre la luce riflessa da superfici come acqua e neve.
La tecnologia avrebbe rivoluzionato non soltanto gli occhiali da sole, ma anche numerose applicazioni ottiche.
Da strumento tecnico ad accessorio di moda
È negli anni Trenta che gli occhiali da sole cominciano a trasformarsi definitivamente in un accessorio quotidiano.
La moda si accorge di loro.
Le montature iniziano a cambiare forma e dimensione. Arrivano modelli più vistosi, più eleganti, più leggeri e più facilmente riconoscibili.
Gli occhiali da sole iniziano così a seguire le trasformazioni della società.
E ogni epoca lascia la propria impronta.
Ci sono gli occhiali grandi e sofisticati, quelli piccoli e geometrici, quelli colorati, quelli minimalisti e quelli diventati iconici grazie al cinema e alla musica.
Gli occhiali da sole possono raccontare un’epoca
Guardando una vecchia fotografia è spesso possibile capire il periodo storico anche semplicemente osservando la forma degli occhiali.
Le montature cambiano insieme ai gusti, alle mode e alla cultura.
Gli occhiali da sole degli anni Cinquanta raccontano un mondo diverso da quelli degli anni Settanta.
Quelli degli anni Ottanta hanno forme completamente differenti da quelli minimalisti degli anni Novanta.
E oggi convivono contemporaneamente moltissimi stili.
Questo rende gli occhiali da sole un oggetto particolarmente interessante: sono una piccola finestra sulla storia del costume.
Perché indossiamo gli occhiali da sole?
La risposta moderna sembra ovvia, per proteggere gli occhi dalla luce e dai raggi ultravioletti.
Ma la loro storia racconta qualcosa di molto più ampio.
Gli occhiali da sole sono nati da una necessità concreta, sono passati attraverso sperimentazioni scientifiche e mediche, hanno incontrato l’aviazione e infine sono arrivati alla moda.
Oggi possono essere contemporaneamente funzionali ed estetici.
Possono proteggere gli occhi, completare un look, diventare un elemento distintivo oppure semplicemente accompagnarci in una giornata di sole.
Forse è proprio questo il motivo per cui, dopo così tanti secoli, continuiamo a indossarli.
Dalle protezioni utilizzate dalle popolazioni artiche alle lenti fumé, dagli esperimenti con i vetri colorati alle innovazioni dell’Ottocento e del Novecento, ogni epoca ha aggiunto qualcosa.
Gli occhiali da sole moderni sono quindi il risultato di una lunga evoluzione.
E pensare che oggi basta infilarli sul naso prima di uscire di casa.
Dietro quel gesto semplicissimo ci sono migliaia di anni di storia, invenzioni, esperimenti, moda, cinema, tecnologia e qualche leggenda difficile da verificare.
Non male, per un paio di occhiali
Merchandising, gadget e abbigliamento personalizzato, domande e risposte
Prima di scegliere un prodotto personalizzato è normale avere qualche dubbio.
Quale gadget può essere davvero utile? Meglio una t-shirt o una felpa? Come si personalizza un capo di abbigliamento? Quale prodotto può funzionare per un evento? E ancora: una grafica può essere stampata su qualsiasi articolo? Quali materiali scegliere? È meglio puntare sull’originalità oppure sulla praticità?
Le domande possono essere tante, soprattutto quando le possibilità sono moltissime.
Ed è proprio da una domanda che spesso comincia l’idea giusta.
Perché fare domande prima di scegliere?
Nel mondo del merchandising non esiste una soluzione valida per tutti.
Un gadget pensato per una fiera potrebbe essere completamente diverso da quello scelto per un evento sportivo. Una t-shirt destinata a una community avrà esigenze differenti rispetto a una felpa utilizzata come divisa. Un prodotto promozionale può essere scelto per essere utilizzato tutti i giorni oppure semplicemente per lasciare un ricordo.
Capire a chi è destinato il prodotto, perché viene scelto e quale messaggio deve comunicare aiuta già a restringere il campo.
Fare qualche domanda prima di acquistare significa quindi evitare scelte casuali e trovare più facilmente qualcosa che abbia senso per quella specifica occasione.
